venerdì 21 gennaio 2011


Partire da zero è difficile. Questo mi sono detto. Allora leggi, guardi, ascolti, e capisci che forse non basta, ci vuole dell'altro!...Ma cosa? Vorrei fare foto come Newton, Avedon, Penn o ancora come Sorrenti, Testino o Araki. Tutti diversi nello stile ma tutti egualmente “grandi”. Provi riprovi e riprovi ancora, acquisisci la tecnica, la maggior parte delle nozioni, riesci a padroneggiare la luce ma qualcosa sempre manca, allora ti dici che sarà l'attrezzatura non professionale, l'APS-C eccetera eccetera. Poi l'attrezzatura aumenta, diventa sempre più simile a quella di un “vero” fotografo ma qualcosa non va in quelle immagini. Cominci daccapo e allora leggi, guardi, ascolti ma questa volta con qualcosa in più. Intuisci che quello che cerchi non risiede in quello che hai già fatto! Passano giorni mesi, forse anni e poi ti imbatti finalmente in qualche articolo, in una foto a cui non avevi mai dato la giusta attenzione (e che vieni a sapere essere stata fatta con la sola luce solare), in un amico che all'improvviso dice la sua sul tuo mondo...tutto comincia a prendere “forma”. Non è immediato ma ti accorgi che il meccanismo si sta avviando, la macchina è fredda ma per fortuna l'occhio fotografico non si è mai sopito. Mentre stai pensando a tutte queste cose, il tempo di preparare un set o di caricare la batteria della tua fotocamera ed ecco accendersi la lampadina, fai 1+1, così unisci quel discorso, quella foto o quel tuo amico a qualcosa che è solo tuo e trovi finalmente la formula giusta, è lì, è quasi tua, basta scattare ora.